Hotel grattacieli, moschee e capanne di fango, laghi salati rosa e spiagge di sabbia bianca, selvaggina grossa e alberi di Baobab, cammelli, rally nel deserto e musica a non finire. Non e' facile orientarsi in un paese come il Senegal, e avere il tempo di gustarselo fino in fondo lo e' ancora meno.
Dalla frenetica capitale Dakar, in breve tempo si raggiunge l'Île de Gorée, una vera e propria oasi di pace. Oggi, mentre le dimore signorili in terracotta dell'isola poltriscono nascoste sotto ghirlande di buganvillee scarlatte, le strade deserte sono punteggiate di palme sonnolente. Ma questi luoghi, patrimonio mondiale dell'UNESCO, sono stati segnati nel profondo da un triste passato. Un tempo teatro del commercio di schiavi, Gorée mostra ancora le cicatrici di quel periodo straziante nei musei dell'isola.
Il Senegal funge da cuscinetto ecologico tra la zona verdeggiante dell'Africa equatoriale e le lande desertiche del Sahara. Per questo il suo territorio ospita quasi tutti gli ecosistemi presenti nel continente, dalla selvaggina grossa nei parchi orientali, ai delfini che inseguono per gioco le canoe scavate nei tronchi nelle lagune e nelle paludi di mangrovia del delta del Siné-Saloum.