Seguendo il tortuoso sentiero che conduce alla vetta delle Troödos Mountains, ti sembrerà di essere ai piedi delle Alpi. Al posto delle usuali abitazioni cipriote, bianche e squadrate come zollette di zucchero, delle vigne, delle capre e della terra cotta, si aprono alla vista pinete, fiori di campo, e salendo, pendii scoscesi e cime innevate. Ma, come nel resto dell'isola, si trova anche un sorprendente numero di chiese Bizantine dichiarate Patrimonio Artistico dell'Umanità dall'UNESCO
Negli ultimi 3000 anni Greci, Egiziani, Romani, Crociati e rappresentanti della fede cattolica hanno visitato l'isola, lasciando dietro sé un'apprezzata eredità artistica di fortezze, catacombe, chiese, oggetti d'arte, monili, e a Paphos, alcuni dei mosaici Romanici tra i più belli al mondo.
Gli inglesi hanno contribuito all'urbanistica dell'isola creando strade asfaltate e circonvallazioni e, più in generale, tutta l'Europa ha partecipato allo sviluppo costiero con la costruzione di alti hotels e appartamenti vista-mare.
A partire dalla ripartizione del 1974, Nicosia (Lefkosia), capitale storica dell'isola, è stata divisa in due parti dalla Green Line. Non sorprende che la fascia nord abbia un gusto distintamente turco, con i suoi minareti, le cupole, i bagniturchi; mentre i muri veneziani (XVIsec.) della Citta Vecchia, nella parte meridionale, racchiudono paesaggi e costruzioni architettoniche appartenenti al proprio passato Cristiano.
Molti turisti si limitano a soggiornare nelle strutture alberghiere lungo la costa, ignari del passato e della situazione politica, scaldandosi al sole, facendo lunghi bagni e sorseggiando vini locali dal nome di divinità greche nelle piccole taverne di fronte al porto.
Le baie isolate e i sentierini della penisola di Akamas, a nord di Paphos, sono inoltre particolarmente indicati per gli aspiranti scrittori e i pensatori solitari.